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DUCEZIO

Nel V sec. a.C. la storia della Sicilia cambia completamente con le guerre di notevole portata storica tra Ippocrate, Gelone e i siculi, che determinarono gli eventi di quel periodo.
       In quel secolo Siracusa aveva raggiunto l’apice della sua gloria grazie ai suoi commerci con le coste italiche, africane e greche e agognava al completo ed effettivo dominio dell’isola. Aveva creato una ricca rete di sottili infiltrazioni in tutta l’isola per cui premeva verso la sua parte interna abitata dalle popolazioni sicule.
        I siculi d’altro canto, volendo impedire la totale grecizzazione della Sicilia, cercavano di opporsi all’espansione siracusana.Ma per fare questo era necessario un uomo della loro gente che li unisse, ridestasse il loro sentimento patriottico e si mettesse a capo. Fu proprio in questo clima e in questo arco di tempo che apparve sulla scena politica militare sull’isola il grande eroe siculo Ducezio che allora dominava su gran parte della valle dei Margi, a Sud della piana di Catania.

Ducezio


         Ducezio, fu un grande condottiero ,un uomo politico astuto nonostante avesse la tempra di un valoroso guerriero.
Ducezio era nato tra il 490 e il 488 a. C. da una nobile famiglia dell’antica citta’ di Menai, l’attuale Mineo; era di animo nobile, fiero e geniale, uomo capace di travolgere qualsiasi ostacolo col fascino della sua eloquenza e la forza del suo braccio, era l’uomo atteso e desiderato dai siculi.
          Il suo emblema pare che sia stato la figura di un triangolo che si riferiva ai tre monti su cui sorgevano le tre citta’, facenti parte del suo dominio, cioe’ Menai, Erice sul monte Catalfaro e Trincia sullo sperone di Camuti.
          Ducezio antagonista irriducibile della potenza greca, voleva riunire tutti i siculi sparsi nell’isola, sotto un unico comando per liberarli dallo strapotere straniero e formare un unico stato libero, democratico ed indipendente dall’influsso greco.
            L’ora propizia venne quando a Siracusa si verificarono lotte interne per abbattere la tirannide dei  Dinomenidi, in questa situazione difficile per ristabilire l’ordine, il partito democratico si dovette alleare con il siculo Ducezio, difensore del regime democratico, e chiedere il suo intervento. Infatti con il suo aiuto i democratici ripresero il controllo della citta’.
            L’astuto duce siculo, venutosi cosi’ a trovare in una posizione favorevole, ne approfitto’ e inizio’ la sua politica espansionistica e quel conflitto che va dal 460 al 446 a.C. dopo che a Siracusa era tornata l’oligarchia tirannica.
La sua prima grande impresa fu quella di conquistare la citta’ dell’Etna e buona parte della piana di Catania, ma il suo potere si consolido’ quando riusci’ a conquistare Morgantina, citta’ sotto il dominio di Siracusa, posta a 12 Km da Piazza Armerina.
In questo clima egli riusci’ a formare la prima lega per l’ indipendenza siciliana chiamata “ Synteleia “. Era l’anno 453 a. C. Nello stesso anno, fondo’ a presidio del tempio dei Palici  la citta’ di Palica.
Non contento di questi successi nella zona d’ influenza siracusana, rivolse le sue mire anche su quella agrigentina dove nel 452 a.C. espugno’ ed occupo’ la fortezza di Mozia.
             Per arginare l’espansione sicula, agrigentini e siracusani collegarono i loro eserciti e dopo lunghe battaglie e gravissime perdite, i siracusani per le loro forze preponderanti ebbero il sopravvento su quelle sicule, che furono che furono costrette a ripiegare. La rotta fu completa quando furono incalzate dagli agrigentini, che nel frattempo avevano rioccupato Mozia. Lo sbandamento delle forze sicule fu generale subendo cosi’ quella tremenda sconfitta irreparabile.
Ducezio, insidiato dai suoi e vinto dai nemici, per evitare rappresaglie al suo popolo, ando’ solo a Siracusa.
Fu trovato dai siracusani supplicante presso l’altare degli dei nella pubblica piazza. Il popolo ammirato a tanto coraggio si divise allora in due. Chi lo voleva morto, perche’ nemico di Siracusa, e chi salvo, per essersi presentato supplice.
I magistrati della citta’ sentenziarono doversi usare clemenza al supplice per non incorrere nell’ira degli dei,alla cui protezione si era affidato. Ducezio fu salvo ma in cambio dovette consegnare tutto il suo dominio ed accettare l’esilio a Corinto.
           Il territorio siculo fu quindi diviso tra siracusani e agrigentini, ma le due potenze greche non trovarono facile accordo.
Frattanto Ducezio, ossessionato dal suo sogno, usando la sua astuzia aveva fatto breccia nell’ animo dei Corinzi, finse di aver ricevuto un responso dall’oracolo da lui consultato che gli imponeva di far ritorno in Sicilia per popolare di Corinzi una bellissima terra. Fu cosi’ che i magistrati, per non contraddire la santita’ dell’oracolo permisero a Ducezio e a molti Corinzi di partire per la Sicilia e formare un propia colonia.
Tuttavia nonostante una lunga preparazione il sogno di Ducezio fu stroncato da una morte immatura avvenuta nel 440 a.C.
            Dopo il suo decesso non si hanno notizie sul destino delle sue spoglie mortali, anche se si ipotizza che furono portate a Mineo, sua citta’ natale.
Purtroppo dopo la morte del nostro eroe la civilta’ sicula che ormai si riconosceva una propia identita’ dovette cedere il passo a quella greca, rappresentata da Siracusa che sempre piu’ ampliava e consolidava il suo potere in tutta l’isola.

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