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Casa Museo "Luigi Capuana"

 

Gli orari di apertura sono i seguenti:

 Martedì - Mercoledì  e Giovedì dalle ore 09.00 alle 13.00
 Sabato e Domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 20.00

Costo biglietto = € 2,00 ridotto € 1,00
Opzione rete museale = € 2,50 ridotto € 1,50

Telefono 0933/983056

Luigi Capuana Casa Museo

"Allora la nostra casa era molto diversa dalla palazzina che ora torreggia quasi isolata fra le casette intorno, in un angolo di Mineo. Era un aggregato di casupole di contadini, comprate in diverse occasioni con l'idea di abbatterle e poi fabbricare la palazzina attuale nello spazio da esse occupato."
    (L. Capuana: Ricordi d'infanzia e di giovinezza).


Esso è connotato dai caratteri tipici del palazzetto nobiliare ottocentesco con uno sviluppo planimetrico adattato alla forma trapezoidale dell'isolato. La sua immagine urbana è quella tipica dell'architettura neoclassica siciliana, caratterizzata da una assoluta sobrietà di linee e di elementi architettonici. Particolare è la monumentale  parasta in pietra, che risolve con eleganza il difficile raccordo tra le due facciate di Via Romano e di Via Capuana  con il cornicione di chiusura.
L'edificio ha una superficie di circa 220 metri quadrati, un'altezza media di circa tredici metri e si articola su tre livelli: piano terra, primo e secondo piano.
Nel piano terra, una volta adibito a stalle e magazzini  per i prodotti agricoli provenienti dai fondi di proprietà della famiglia Capuana, si conservano gli originali vani segnati da possenti archi ed alcuni elementi tipici della vita contadina di un tempo. Monumentale è l'ingresso e la scala in marmo di Carrara.
Nel primo e secondo piano, precedentemente stanze di abitazione della famiglia Capuana, sono stati allocati rispettivamente la Biblioteca Comunale e il Museo Capuaniano, con l'annesso Fondo librario ex PP. Cappuccini.
Nel Palazzo sono presenti tracce del periodo giovanile dello scrittore, specie al secondo piano, dove due stanze, l'alcova e lo studiolo, testimoniano la personalità vivace e creativa dello scrittore. La prima è caratterizzata da pitture murali a tempera, a trompe l'oeil, raffiguranti drappeggi di un baldacchino e la seconda tappezzata da ritagli di giornali, riviste, stampe e fotografie risalenti al periodo della giovinezza dello scrittore e che ci danno un'idea di quanto il contatto con i fatti quotidiani sia stato al centro dei suoi interessi culturali e artistici.   

Biografia
 
Capuana appare figura complessa nel panorama letterario a cavallo dei due secoli.
Nato a Mineo nel 1839, vive nella cittadina natìa sino al 1864, quando opera il gran balzo alla volta di Firenze. Qui frequenta circoli culturali ed artistici e diviene il critico teatrale della «Nazione», entrando in fecondo contatto con i problemi e i metodi del pensiero contemporaneo. Una volta tornato a Mineo, inizia la conversione alla narrativa e approda al romanzo con la Giacinta, il primo romanzo naturalista italiano, iniziato nel '75,  pubblicato nel 1879 e più volte riscritto negli anni successivi. Lascia nuovamente Mineo alla volta di Milano, dove dalle colonne del «Corriere della Sera» ebbe modo di combattere, con  lucidità critica, una meritoria battaglia per l'affermazione della scuola verista e per il riconoscimento della grandezza di Verga. Successivamente, nel suo moto pendolare tra la Sicilia e il continente, Capuana soggiornò lungamente a Roma, dove diresse il «Fanfulla della Domenica». Sono anni di assilli economici talvolta drammatici, ma rischiarati dall'incontro con la giovanissima Adelaide Bernardini, che sposa dopo alcuni anni di convivenza. 

 OPERE
Giacinta -   Il Marchese di Roccaverdina  -  Rassegnazione Profumo
Le Paesane -  C'era una volta    -    Chi vuol fiabe  - Scurpiddu - Cardello - Gli "Americani" di Ràbbato - Il Paraninfo -  Malìa - Il Raccontafiabe - Il Benefattore

I Tesori di Casa Capuana

studiolo

Entrare nella Casa Museo di Luigi Capuana significa, non solo penetrare l'intimo mondo degli affetti, della creatività, delle relazioni dello scrittore verista, ma inoltrarsi in un viaggio alla scoperta degli innumerevoli tesori culturali che hanno valso alla città di Mineo l'appellativo di Parnaso Siculo.
Nella Casa Museo sono allocate  le vestigia della lunga tradizione culturale, i cui prodromi possono farsi risalire alla figura dell'umanista Matteo Zuppardo, al poeta vernacolo satirico Paolo Maura, e le testimonianze più recenti di questa tradizione con il "mondo" capuaniano, il fondo di Croce Zimbone, le opere di Giuseppe Bonaviri e la biblioteca personale dell'ex prefetto Pietro Rizzo interamente dedicata all'esperanto. Questo incommensurabile patrimonio fa di Casa Capuana un polo culturale di primissimo ordine e si offre al visitatore come una "passeggiata culturale" lunga sei secoli. 
Il Fondo Capuana costituisce il corpus più consistente di questo patrimonio e comprende:
i manoscritti, le opere a stampa, documenti vari (tra i quali va menzionato quello della Repubblica Romana con  firma  di G. Mazzini, G. Garibaldi, A. Saffi, F. Dall'Ongaro, etc.), mobili, cimeli, quadri (alcuni del pittore 'macchiaiolo' Telemaco Signorini), lo scrittoio, la biblioteca personale e quanto altro appartenuto allo scrittore menenino.

Di notevole valore culturale i carteggi con intellettuali e scrittori coevi, quali:
Ibsen, Zola, Balzac, Verga, D'Annunzio, De Roberto, Pirandello, G.A. Cesareo, A. D'Ancona, V. Imbriani, N. Tommaseo, Guerrazzi, Dossi, Betteloni, A. Graf, G. Pitrè, Memerling, Kries, Navarro della Miraglia, E. Sabersky, P. Heise, etc.

   A corroborare l'eclettismo del Capuana va segnalata la sua incommensurabile passione per la fotografia, grazie alla quale, oggi, si conservano preziose testimonianze della vita e della storia di Mineo e dei suoi abitanti tra fine Ottocento e inizio Novecento, nonché foto rare, se non uniche, di Balzac, Verga, Pirandello, Cesareo, De Roberto, E. Zola, E. De Amicis, A. Musco, etc.                   

Il Fondo Antico, 1300 volumi circa, consta di incunaboli, cinquecentine e altri volumi di pregio del XVII e XVIII secolo. I volumi, appartenenti in origine ai Gesuiti e ai Cappuccini, divennero proprietà del Comune in seguito agli espropri post unitari dei beni di enti ecclesiastici nel 1870. Da quel momento il Fondo, in seguito a vicende "travagliate" (passaggi di custodia, etc.), ha subito una progressiva decurtazione dagli originari 1800 volumi circa alla consistenza odierna.
Attualmente si annoverano 10 incunaboli, tra i quali spiccano una bibbia in latino e dei volumi della Summa di S. Tommaso. Numericamente consistente le cinquecentine, tra le quali, in particolare, vanno menzionate opere di autori latini quali: Cicerone, Tacito, Lucrezio, etc. e  un'edizione del De rerum vulgarium fragmenta (ovvero Il Canzoniere) di Francesco Petrarca. Tra i volumi del XVII e XVIII secolo numerosissimi i testi religiosi (salteri, messali), parecchi testi in spagnolo e alcuni dizionari plurilingue, di cui uno in dieci lingue. 

                                                                                          
Luigi Capuana fotografo amateur.
 
Non tragga in inganno la definizione di amateur, poiché con Capuana, i cui inizi fotografici risalgono al 1863, ci troviamo di fronte ad un fotografo maturo, curioso sperimentatore, con ottima padronanza della sintassi che il mezzo stesso richiedeva, soprattutto nell'uso abbinato alle lastre al collodio, capace di mettere in pratica le sue conoscenze di ottica, divenendo perfino costruttore delle sue fotocamere. Fu talmente preso dalla pratica fotografica, che nella sua dimora di Mineo pensò bene di organizzarvi la sua piccola ma funzionale camera oscura, cimentandosi con successo in tecniche di stampa di gusto pittorialista, come il procedimento al carbone e alla gomma bicromata.
In questa dimora lo scrittore-fotografo produceva le sue cartoline con vedute di Mineo in stereoscopia, per lo più al fine di inviarle ad amici debitamente corredate dalla dicitura autografa «Grande Atelier Fotografico in Mineo, diretto dal prof. L. Capuana, succursale in Catania, via Montesano 20, apprendista Federico De Roberto». Il soggiorno a Firenze, città degli Alinari, dei Brogi, che diverrà la sede della Società Fotografica Italiana, stimolò quasi certamente la sensibilità dello scrittore verso l'arte fotografica. Luigi Capuana, infatti, fu in continuo contatto con la ristretta ed elitaria cerchia dei dilettanti colti - Primoli, Michetti, Signorini etc.- che contribuirono non poco allo sviluppo della nuova arte in Italia.
Sarà lo scrittore - fotografo di Mineo a fornire i primi rudimenti di fotografia all'amico Giovanni Verga (che inizierà nel 1878), e  all'apprendista fotografo (per sua stessa definizione) Federico De Roberto, i cui inizi si fanno risalire al 1881; si cementò così quel sodalizio letterario intriso di complicità fotografica che verrà identificato come la triade di Catania. Sarà grazie allo stesso maestro che i due amici scrittori verranno introdotti nel salotto buono della fotografia del Conte Primoli, e sempre grazie al Capuana ebbero l'opportunità di frequentare lo scrittore-fotografo E. Zola durante il suo soggiorno romano.         

 

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